CONTACT US

For press contact Edward Ashe on 07793551173 or edwardanthonyashe@hotmail.com

Ash011.jpg
 

MY FATHER'S VILLAGE AT ANGLO-ITALIAN SOCIETY BOURNEMOUTH

Anglo-European College of Chiropractic
13 Parkwood Road
Boscombe
Bournemouth
BH5 2DF

fullsizeoutput_25c.jpeg

PRESENTATION BY EDWARD AND SUSAN ASHE

November 12, 20019
7:30 pm

Susan and Edward Ashe talk about My Father's Village at the kind invitation of the Anglo/Italian Society.  

 

MY FATHER'S VILLAGE LAUNCHED IN ITALY

My Father's Village was launched at the university of L'Aquila on the 10th of October 2018. The article in Il Centro, found on the News page, describes the launch and those in attendance. There is an English translation beneath the piece. The book is available for purchase in Italy at Polarville, Via Castello, 49 - L'Aquila. 

The UK launch of My Father's Village will follow shortly however the book can already be bought at Daunts Marylebone, Foyles Charing Cross Road and The London Review of Books Bookshop Bloomsbury. It can be ordered on line at www.amazon.co.uk and www.waterstones.co.uk or direct from our website via the home page.

 

A VISIT TO THE MOUNTAINS

(BOOK LAUNCHED IN ITALY)

A publisher's perspective. 

 There’s a curious 'just for show' feeling about L’Aquila at the moment. Since the earthquake in 2009 a huge amount of work has gone into restoring the medieval centre of this mountain city but there is much still to be done. In the evening you might amble down the Corso and see people enjoying a Campari soda at a pavement café alla passeggiata but if you venture just one street away from the main drag you will be instantly swallowed by impenetrable darkness. There are no street lights on most of the lanes off the main roads and no light spilling from the restored but as yet uninhabited tenement buildings and palazzi. The feeling is eerie to say the least, as though you’ve just trespassed back stage. Dottore Andrea Lolii explained that most of the places open are bars that cater to students who go to town for a night out but who don’t live or work or study there. The air is heavy with dust. Here and there a damp gaseous smell of freshly dug up roads hangs in the air. I wondered if this is how a city feels having been bombed.   

 As they always do in the morning, things looked different; cranes, men in hard hats, the sound of machinery, a massive hive of activity. There is little doubt that with all this energy L’Aquila will one day be the same bustling energetic town I knew on my first visit twenty-five years ago. In fact, judging by the extraordinary quality of the restoration, it may well surpass its past.

   

 That evening we launched our book. Speeches were made by people who knew Norman as a friend or as a literary figure; my mother spoke in Italian, even I spoke, though not in Italian or much, given that I hadn’t expected to speak at all. Afterwards delicious food and wine was served. This was something of a high point to be honest. I wondered whether we should have done a cookery book? Several kinds of sausage, cheeses, pastries, various wines. It was streets ahead of any equivalent London literary launch. As we made our way out to dinner, courtesy of the charming head of department Professor Paolo Taviani, multi coloured autumn leaves drifted appealingly to the ground and there was a general atmosphere of conviviality and success. Thank you to everyone involved in the L’Aquila congress, to the University and to all the people who came to the event and also to the team who catered the evening with such terrific flare and talent. We were all very honoured to have been treated so well and with such aplomb.  

 The next day the Greenbanks team made its way to Norman’s father’s village, Sant’Eusanio Forconese close to the Gran Sasso national park. It was a shock to see how extensively damaged the village had been. I heard that on the night of the earthquake people fled to their cars because they were the only sources of electricity, information and relative safety. This image haunted me as my sister Zoe and I poked about the village, trying to recognise streets and places that we remembered from before. Currently no one lives in the centre of the village but, like L’Aquila, the process of restoration is advanced and the mayor Giovanni Beradinangelo hopes that his commune will be habitable again in two years. He had organised another meeting, this time in the Mayor’s office, with the whole village in attendance. It was moving to see so many of Norman’s friends whom I hadn’t seen in such a long time. I remembered him being here years ago and the love he had for this place and its people. I realised that this trip, the writing, editing and publishing of My Father’s Village was a way of bringing his own story to a conclusion. Somehow at the very end of his life Norman had come home. 

Edward Ashe 2018

 “Al momento su L’Aquila c'è un curioso sentimento di finzione. Dopo il terremoto del 2009, una grande mole di lavoro è stata dedicata al restauro del centro medievale di questa città di montagna, ma c'è ancora molto da fare. Di sera puoi passeggiare lungo il Corso e vedere gente che si gode un Campari in un bar all'aperto, ma se ti avventuri a una sola strada dalla via principale vieni immediatamente inghiottito da un'oscurità impenetrabile. Non ci sono lampioni sulla maggior parte dei vicoli fuori dalle strade principali e nessuna luce che fuoriesce dagli edifici e dai palazzi restaurati ma ancora disabitati. La sensazione è a dir poco lugubre, come se avessi appena sconfinato il palcoscenico. Il dott. Andrea Lolli ha spiegato che la maggior parte dei posti aperti sono bar per studenti che vanno in città per una serata fuori ma che non vivono o lavorano o studiano nel centro. L'aria è carica di polvere. Qua e là c'è un odore umido e gassoso di strade appena scavate. Mi sono chiesto se è così che una città si sente bombardata.

 Come succede sempre al mattino, le cose sembrano diverse; gru, uomini con i caschi, rumore di macchinari, un enorme alveare in attività. Non c'è dubbio che con tutta questa energia L'Aquila un giorno sarà la stessa vivace città energica che ho conosciuto durante la mia prima visita, venticinque anni fa. Infatti, a giudicare dalla straordinaria qualità del restauro, potrebbe benissimo superare il suo passato.

 Quella sera abbiamo presentato il nostro libro. Gli interventi sono stato fatti da persone che conoscevano Norman come amico o come personaggio letterario; mia madre parlava in italiano, anche io ho parlato, anche se non in italiano, dato che non mi aspettavo di parlare affatto. Successivamente sono stati serviti cibo e vino deliziosi. Questo sinceramente era un punto importante. Mi chiedevo se avremmo dovuto fare un libro di cucina. Diversi tipi di salsicce, formaggi, dolci, vini vari. Era tutto di gran lunga avanti a qualsiasi lancio letterario londinese equivalente. Mentre uscivamo a cena, per gentile concessione dell'incantevole responsabile del dipartimento per questo evento, il professor Paolo Taviani, le foglie multicolori d'autunno scivolavano accattivanti sul terreno e c'era un'atmosfera generale di convivialità e successo. Dopo tutte le nostre preoccupazioni, le cose non potevano andare meglio. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato al convegno, all'Università e a tutte le persone che sono venute all'evento e anche alla squadra che ha organizzato la serata con un talento e una capacità così straordinari. Siamo stati tutti onorati di essere stati trattati così bene e con tale aplomb.

 Il giorno seguente la squadra di Greenbanks si è diretta verso il paese paterno di Norman, Sant'Eusanio Forconese, al confine tra il Parco regionale Velino-Sirente e il Parco Nazionale del Gran Sasso. È stato uno shock vedere quanto il paese fosse stato danneggiato. Ho sentito che nella notte del terremoto le persone sono fuggite verso le loro macchine perché erano le uniche fonti di energia elettrica, informazioni e relativa sicurezza. Questa immagine mi perseguitava mentre con mia sorella Zoe cercavamo il paese, tentando di riconoscere strade e luoghi che ricordavamo. Attualmente nessuno vive nel centro del paese ma, come per L'Aquila, il processo di restauro è avanzato e il sindaco Giovanni Beradinangelo spera che il suo comune sia di nuovo abitabile in due anni. Il sindaco aveva organizzato un altro incontro, questa volta nell’aula consiliare, alla presenza dell’intero paese. Era commovente trovare così tanti amici di Norman che non vedevo da molto tempo. Ho realizzato che erano passati anni da quando era stato qui l’ultima volta e quanto fosse l'amore che aveva per questo posto e la sua gente. Mi sono reso conto che questo viaggio e la realizzazione di My Father's Village erano un modo per portare la sua storia a una conclusione. In qualche modo alla fine della sua vita Norman era tornato a casa.”

Translation by Doctor Andrea Lolli

MY FATHER'S VILLAGE

©2018 by myfathersvillage. Proudly created with Wix.com